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Full text of "Poliuto : tragedia lirica in tre atti"

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PODIUTO 

TRAGEDIA  LIRICA  IN  TRE  ATTI 

DI 

SALVATORE   CAMMARANO 

MUSICA     DI 

G.     DONIZETTI 

CON      GENTILE    ASSENSO 

DELLA  DITTA  G.  RICORDI    E  C. 

Eseguita  per  la  terza  volta 

nelle  sene  del  17,  18  e  19    Febbraio  1901 

nella  Chiesa  di  S.  Giovanni  Evangelista 

delle  Scuole  Pie 

a  cura  della  Congregazione 

di  Maria  SS.  Addolorata  e  S.  Giuseppe  Calasanzìo 

PRESIEDUTA 

da  S.  E.  IL   PRINCIPE  SENAT.  PIERO  STROZZI 


FIRENZE 

Tipografia  G.  Campolmì 

Via  del  Porcellana  11 

1901 


POLIUTO 

TRAGEDIA  LIRICA  IN  TRE  ATTI 

DI 

SALVATORE   CAMMARANO 

MUSICA     iJl 

G.     DONIZETTI 

CON      GENTILE    ASSENSO 

DELLA  DITTA   G.  RICORDI    E  C. 

Eseguita  per  la  terza  volta 

nelle  sere  del   17,  18  e  19     Febbraio   1901 

nella  Chiesa  di  S.  Giovanni  Evangelista 

delle  Scuole   Pie 

a  cura  della  Congregazione 

di  Maria  SS.  Addolorata  e  S.  Giuseppe  Calasanzio 

PRESIEDUTA 

da  S.   E.  IL   PRINCIPE  SENAT.  PIERO  STROZZI 


FIRENZE 

Tipografia  G.  Campolmi 

Via  del  Porcellana  U 

1901 


Digitized.by  the  Internet  Archive 
in  2013 


http://archive.org/details/poliutotragedial1901doni 


PERSONAGGI 


SEVERO,  proconsole 

FELICE,  governatore    di  Mitilene 

POLIUTO,  magistrato    e    sposo  di 

PAOLINA,  figlia  del    governatore 

CALLISTENE,  gran  sacerdote  di 
Giove 

NEARCO,  capo  dei  Cristiani  d'Ar- 
menia   

Un  Cristiano 

CORI  E  COMPARSE 

Cristiani  —  Magistrati  —  Sacerdoti  di  Giove  — 
Popolo  Armeno  —  Guerrieri  Romani. 

L* avvenimento  ha  luogo  in  Mitilene^  città  capitale 
deir Armenia y  neWanno  251  di  nostì^a  salute. 


AVVERTIMENTO 


//  snhbietto  di  questo  lavoro  e  storico,  e  Pietro 
CoRNEiLLE  7ie  trasse  il  sito  Polyeucte  ;  l' indole  del 
dramma  musicale  troppo  diversa  da  quella  di  una 
tragedia  non  mi  joermise  di  seguire  che  poche  tracce 
delV Eschilo  francese.  Pure,  quanto  il  consentiva  la 
scarsa  latitudine  a  me  conceduta,  mi  studiai  che  la 
morale  vi  si  mostrasse  in  tutta  la  sua  luce.  Quindi 
a  lato  delle  pili  sublimi  virtù  cristiane,  dipinsi  nel 
personaggio  di  Callistene^  e  come  ombra  del  quadro, 
gli  errori  e  V  empietà  del  paganesimo.  Se  questa  li- 
rica tragedia  [che  io  dettava  prima  dei  Martiri  di 
Scribe)  verrei  dalV  universale  giudicata  nuda  affatto 
d^ogni  altro  pregio,  non  le  sarà  contrastato,  ne  son 
certo,  il  primo  a  cui  mirar  dovrebbe  ciascun  autore 
drammatico,  lo  scopo  morale, 

SALVATORE  CAMMARANO. 


NB.  Alcuni  versi  di  questo  melodramma,  che  parve 
condannato  all'  oblio,  fecer  mostra  di  sé  in  altri  miei 
lavori  ;  era  ovvio  sostituire  ai  menzionati  altri  versi, 
ma  ciò  poteva' nuocere  alla  musica,  ed  in  rispetto  di 
essa  e  dell'  insigne,  quanto  infelice  amico,  che  ne  fu 
l'autore,  io  lascio  la  poesia  qual  fu  in  origine,  invo- 
cando all'uopo  la  pubblica  indulgenza. 


ATTO    PRIMO 

IL  BATTESIMO 


SCENA    PRIMA 

Tenebrose  caverne:  suWalto  un  forame  donde  ha  prin- 
cipio ima  scala  intagliata  nella  rupe,  per  cui  si  di- 
scende; nel  davanti  ingresso  ad  imo  speco y  del  quale 
scorgesi  poca  luce  rossastra. 

Molti  gruppi  Cristiani,  altri  in  capo  alla  scala, 
altri  ascendono,  altri  nel  piano. 

Coro. 

Parte  T.       Scendiam... 

II.  Silenzio... 

III.  Silenzio... 

IV.  Immerso 
Tutto  nel  sonno  è  l'universo... 

V.  Da  questo  ignoto,  profondo  speco 
A  palesarci  non  sorga  un'  eco. 

Tutti  {dopìo  esser  discesi) 

Ancor  ci  asconda  un  velo  arcano 
All'empio  ferro  che  ne  minaccia. 
Il  giorno  forse  non  è  lontano 
Che  fra  i  martiri  al  mondo  in  faccia. 
Per  noi,  la  prece,  con  labbro  esangue, 
Al  Pe  de'  cieli  s' innalzerà  : 
E  pia  del  labbro,  il  nostro  sangue 
Del  Dio  vivente  favellerà. 

[entrano  silenziosi  nello  speco\ 


SCENA   II. 

PoLiUTO,  Nearco.  Poliuto  discende  il  primo,  fa  al- 
cuni rapidi  passi  verso  lo  speco,  quindi  si  arresta 
gettandosi  nelle  braccia  di  Nearco. 

JSea.  Tu  sei  commosso  ! 

Poi.  E  ver....  Sul  capo  mio 

L'onda  che  terge  dell'antica  macchia 

ria  sparsa  in  breve...  Un  sacro 

Terror  m'  investe  ! 
Nea.  Di  terror  che  parli  ? 

Quei  che  t'apre  le  braccia,  ostia  di  pace 

S'  offerse,  e  pace  ei  piove 

Nell'alme  in  cui  discende. 
Poi.  Io  n'ho  ben  d'uopo  ! 

Da  procellosi  affetti 

E  sconvolta  la  mia. 
Nea.  Poliuto  ! 
Poi,  Velen  di  gelosia 

Mi  rode  il  cor  !.. 
Nea.  Eia  vero  ! 

Poi.    Dir  la  parola,  intendere  il  pensiero 

Mal  può  di  quanto  amor  la  mia  consorte 

Amava...  ed  amo...  Di  tristezza  ingombra 

Talor  la  vidi,  e  tacito  le  guance 

Solcarle  amaro  pianto  :  a  lei  ne  chiesi  ; 

Con  labbro  incerto  mendicò  ragioni, 

Che  fur  pretesti,  ed  a'  sospiri  il  varco 

Negò...  ma  tardi.  Ahi  !  quando 

Giace  nel  sonno,  ed  io  co'  miei  sospetti 

Veglio,  gemer  la  sento,  e  tronchi  detti 

Parlar  d'amore!...  A  Callistene  apersi 

Il  mio  pensier  geloso,  e  d'un  rivale 

Anch'  ei  sospetta. 
Nea.  Chi  nomasti  !...  Ah  !  taci. 

Dubbio  tremendo  fomentar  !...  Ministro 


D'un  culto  iniquo,  ben  costui  le  parti 
Tutte  ne  adempie  !  —  Di  virtù  severa 
Speglio  è  la  tua  consorte,  e  corpo  all'ombra 
Tu  dai.  Calmati...  cessa. 
Il  momento  s'  appressa, 
Il  momento  solenne  ! 
A  Dio  ti  volgi,  e  quel  soccorso  implora. 
Che  invan  giammai  non  fu  richiesto. 
Poi.  Io  piego 

La  fronte  nella  polve...  e  gemo...  e  prego, 
D'  un'  alma  troppo  fervida 

Tempra,  buon  Dio,  gli  affetti... 

Tu  che  lo  puoi,  tu  dissipa 

Gli  orrendi  miei  sospetti... 

Nel  combattuto  core 

Discenda  il  tuo  favore. 

Ne  pili  lo  scuota  un  palpito 

Che  indegno  sia  di  te. 
Nea,       Vieni,  e  ti  guidi  un  angelo 

Del  suo  delubro  a  pie.  [partono) 


SCENA  HI. 


Paolina. 


Ove  m'inoltro?  Qual  tremendo  speco!... 

Ah  !  vano  il  mio  sospetto 

Non  fu  !  Qui  certo  han  loco 

I  sanguinosi  altari. 

E  le  vietate  orribili  adunanze 

Di  lor,  che  Dio  si  fero  un  uom.  Lo  sposo 

Anch'  egli  dunque  ?  0  morte, 

Rapito  m'  hai  1'  amante,  ora  il  consorte 

Bieca  sogguardi!...  Gente  s'appressa!... 

{si  cela  dietro  un  masso) 


SCENA  IV. 

Nearco,  seguito  da  un  drappello  di  Cristiani,  e  detta. 

Nea,  Udiste  ? 

Fin  che  si  compia  il  rito 

Cauti  vegliate  della  rupe  il  varco. 

In  voi  m'  affido. 
Cri.  Non  temer,  {escono) 

Pao.  Nearco  ?  [avanzandosi) 

Nea.  Qual  voce  !  Che  !  traveggo  !... 

Donna,  tu  qui  ? 
Pao.  Sull'  orme 

Di  Poliuto  trassi.  Omai  più  notti. 

Son,  che  le  piume  abbandonar  furtivo 

Lo  scorsi  :  un  dubbio,  un  fero  dubbio  è  surto 

Nel  mio  pensier...  La   santa 

Religion  degli  avi 

Osato  avria  disdir  ? 
Nea.  T'  apponi  al  vero. 

Pao.  Numi  ! 
Nea.  Fatai  mistero 

Tu  penetrasti  !  —  Una  recente  legge. 

Non  più  d'  esilio,  ma  di  pronta  morte 

I  neòiiti  coglie  ! 

La  tua  virtù  fia  pegno 

Del  tuo  silenzio,  ed  il  periglio  estremo 

Di  Poliuto...  Andar  m' è  d'uopo,  {rientra) 
Pao.  Io  tremo  ! 

ALCUNE  VOCI  DALLO  SPECO 

Infiamma  quest'alma,  o  spirto  di  Dio, 
Che  piena  di  speme  a  te  ricovrò  ; 

E  il  premio  le  serba  che  avanza  il  desio. 
Che  il  figlio  celeste  col  sangue  merco. 


PREGHIERA   GENERALE 

Signor,  le  tue  leggi  prostrati  adoriamo, 

Le  sante  tue  leggi  di  pace,  d'amor. 
Per  noi,  per  le  spose,  pei  figli  preghiamo, 
Pe'  nostri  nemici  preghiamo,  Signor. 
Pao.  Un  turbamento  arcano 

Io  provo  !  Al  cor  mi  scende 
Quella  preghiera  !  È  forza, 

E  forza  ch'io  m'atterri  !...  —  O  che  mai  sento!. 
Fin  pe'  nemici  lor  !  Divino  accento  ! 
Di  quai  soavi  lagrime 
Aspersa  è  la  mia  gota  !... 
Qual  mi  ricerca  1'  anima 
Dolce  potenza  ignota  !... 
Somiglia  una  speranza... 
L' umana  gioia  avanza... 
Par  che  dal  ciglio  infranto 
Mi  cada  un  fosco  vel  !... 
Par  che  il  devoto  canto 
Ritrovi  un'  eco  in  ciel  ! 

SCENA  V. 

POLIUTO,  Nearco,  quindi  gli  altri  Cristiani. 


Nea, 

Mira... 

Poi 

Donna  !... 

Pao. 

0  sposo  mio... 

Di'...  rispondi...  Abbandonasti 

Il  tuo  culto? 

Poi 

Un  vero  Dio 

Me  raccolse. 

Pao. 

Ed  obliasti. 

Qual  rigor... 

10 

PoL  Noi  temo. 

[odesi  lieta  musica  guern-iera  :  i  Cristiani 
^^compariscono) 
Alcuni  cristiani  Echeggia 

Lunge  ancora  un  suon  giulivo  ! 
Gli  altri  Sorse  l'alba...  Si  festeggia 

Del  proconsole  1'  arrivo. 
Nea.  A  noi  tutti  sulla  chioma 

Pende  il  ferro  già  snudato  : 
Delle  folgori  di  Roma 
Qui  Severo  giunge  armato. 
Pao,  Ah!  Severo!.,.  E  combattendo 

Ei  sul  campo  non  mori  ? 
Nea,  Egli  vive. 

Pao.  (Ciel!...  che  intendo!...) 

Ma  la  fama?... 

Il  ver  menti  ! 
Pao.  (i  suoi  occhi  sfavillano  della  piii  viva  gioia, 

w.a  volgendosi  a  Poliuto  cerca  repìnmersi) 
(Perchè  di  stolto  giubilo 

Mi  balzi,  0  cor,  nel  petto?... 
Vive  1'  amato  oggetto, 
Ma  spento  egli  è  per  me  ! 
Condanna  questi  palpiti 
Il  mio  dover...  la  sorte... 
Il  palpito  di  morte 
Meglio  s'  addice  a  te). 
Cìi.  Sfidar  saprem  la  morte 

Eterno  Iddio  per  te.  [partono) 


11 

SCENA  VI. 


Magnifica  piazza  di  Mit tiene;  da  un  lato  vestibolo  del 
tempio  di  Giove,  dati  altro  la  soglia  del  palagio 
municipale. 

La  scena  si  riempia  di  Popolo,  quindi  comparisce  Severo 
preceduto  dalle  sue  legioni. 

Co7^o  Plausi  all'  inclito  Severo, 

Lauri  eterni  alla  sua  chioma, 
Egli  è  vita  dell'  impero, 
Scudo  e  brando  egli  è  di  Roma  ; 
Saggio  in  pace,  e  prode  in  guerra, 
Pra  i  mortali  un  Dio  sembrò  : 
Ed  ogni  eco  della  terra 
Del  suo  nome  rimbombò  ! 
Sev.      Decio,  signor  del  mondo. 

Popolo  Armeno,  a  te  m'  invia  :  felice 
Egli  ti  brama,  ed  a  tal  uopo  ingiunto 
M'  ha  d'  estirpar  l' iniqua 
Sacrilega  genia  ribelle  ai  numi, 
Che  s'  annida  fra  voi,  come  tra  i  fiori 
Malvagia  serpe.  (In  breve 
Ti  rivedrò,  mia  speme  :...  Il  sen  mi  scuote 
Un  palpitar  frequente  ! 
La  tua  dolce  presenza  il  cor  già  sente  ! 
Di  tua  beltade  immagine 
E  questo  sol  eh'  io  miro  ; 
Piena  è  di  te  quest'  aura. 
Piena  del  tuo  sospiro.... 
Ah  !   tutto  in  queste  arene 
Parla  contento  e  amor  ! 
Celeste  Iddio  propizio 
Chiuse  la  mia  ferita, 
Pur  da  te  lunge,  ahi  misero  ! 


12 


Io  non  sentia  la  vita. 
Dappresso  a  te,  mio  bene, 
Saprò  che  vivo  ancor!) 


SCENA  VII. 

Callistene,  Felice,  Poliuto,  Sacerdoti, 
magistrati  e  detti. 

Cai,  Come  fausta  è  a  noi  l'aurora 

Che  in  Armenia  te  conduce, 
A'  tuoi  voti  Giove  ognora 
Fausto  arrida,  invitto  duce. 

Sev.  Grato  appien  !...  [scorge  Felice)  . 

Sei  tu  ?...  M'abbraccia  — 
E  la  figlia? 

FeL  (Ciel  !...  che  mai, 

Che  dir  posso?...  il  cor  s'agghiaccia!...) 

Sev,  Non  rispondi  ! 

F'^eL     con  sommo  turbamento)  (La  vedrai... 

Sev,  Ella  forse  ? 

Fel.  Al  tuo  cospetto 

Mira  intanto  il  suo  consorte. 

Sev,         Il  consorte  !...  {coyne  tocco  dal  fulmine) 

Poi,  (Qual  sospetto  !...) 

Fel.  (Oh  momento  !...) 

Sev.  (Oh  colpo!...) 

Cai  ^  (Oh  sorte  !...) 

Sev,  (Non  deliro  ?...  altrui  porgesti. 

Donna  rea,  la  mano,  il  cor  ! 

Fel,  (Freme!,..) 

Sev,  (0  cruda,  e  lo  potesti  ?...) 

Poi,  (Si  coverse  di  pallor). 

Sev.  (No,  1'  acciar  non  fu  spietato 

Che  spargeva  il  sangue  mio, 
Ma  il  destino  avverso  e  rio. 
Che  la  vita  mi  serbò  ? 


13 

Ah!  gioisci,  o  core  ingrato, 

Gel  di  morte,  in  sen  mi  piomba... 

Questo  avanzo  della  tomba 

Alla  tomba  io  renderò). 
Cai.  (La  vendetta  che  giurai, 

Donna  ingrata,  compirò). 
FeL  (Ah  !  per  me  del  giorno  i  rai 

Densa  nube  circondò  !) 
Poi.  (Fredda  mano  il  cor  m'  afferra  ! 

Luce  orrenda  balenò!... 
Coro         Ei  fu  grande  in  pace  e  in  guerra  ; 

Fra  i  mortali  un  Dio  sembrò  ! 
[Severo  entra  nel  palagio  municipale;  tutti  lo  seguono) 


FINE   dell'  atto    primo. 


ATTO   SECONDO 

IL   NEOFITO 


SCENA    PRIMA 

Atrio  in  casa  di  Felice;  in  fondo  deliziosi  giardini. 

Severo  e  Callistene 

Cai,  Inoltra  il  pie.  Ne'  lari 

,   Siam  di  Felice  :  ov'egli  assente  or  fosse 

A  te  dirà  la  figlia  ; 

L'atrio  varcar  tu  la  vedrai,  che  1'  ora 

E  questa  in  cui  si  tragge 

A  'suoi  penati. 
Seo,  Oh  !  dimmi.  . 

Cai.  Parla. 
Sev,  Quai  giorni  dello  sposo  accanto 

Mena  costei  ? 
Cai,  Nel  pianto 

Solinga  vive.  Il  Padre 

A  me  svelò  ch'ella  d'amor  sul  Tebro 

Ardea...  ma  nella  tomba 

Scese  l'oggetto  sospirato...  E  forse 

D' Imene  al  tempio  suo  malgrado  spinta 

.Fu  dal  paterno  cenno. 
Sev,  (Qual  benda  egli  mi  strappa!...  Oh  cieli. ..) 
Cai,  Ma  denno 

Fra  poco  arder  gì'  incensi  al  re  de'  Numi. 

Uopo  è  ritrarmi  all'  ara  :  ivi  t'  aspetto. 

(Compiasi  1'  opra)  (parte) 


15 

Seh\  Sventurata  è  dunque  ! 

Sventurata,  non  rea!...  Qualcun  s'appressa! 
Gelo,  ed  avvampo  !...  non  m' inganno,  è  dessa  ! 


SCENA  II. 

Paolina  e  detto. 

Donna... 

Che  !...  Possenti  numi  !... 
Tu,  tu  stesso  !...  Ah  !  non  seguirmi... 
Odi...  arresta...  Invan  presumi, 
Dispietata,  invan  fuggirmi... 
Varca  il  centro  della  terra, 
Scendi  al  regno  della  morte, 
Io  ti  seguo. 

(Eterna  guerra 
Mi  farai,  tremenda  sorte  !...) 
Tremi  ! 

(Un  gel  mi  sta  sul  core  !...) 

10  ti  veggo  impallidir  ! 
Un  oggetto  di  terrore 
Son  per  te? 

(Vorrei  morir  !) 

11  pili  lieto  dei  viventi 

Fui  giungendo  in  queste  arene  ! 
Un  olimpo  di  contenti 
Io  sperai  dal  nostro  imene  !... 
La  mia  gioia  è  volta  in  pianto... 
Gronda  sangue  il  core  infranto... 
Fu  delirio  la  mia  speme  ! 
D'  egra  mente  un  sogno  fu  ! 
(Ei  non  vegga  il  pianto  mio. 
Le  mie  ^^manie  non  intenda. 
Se  pietoso  in  ciel  v'  è  un  Dio, 
Da  me  stessa  mi  difenda, 
Tutto,  ah  !  tutto  il  primo  ardore 


16 

Si  ridesta  nel  mio  core... 

Io  son  donna,  ed  ha  pur  troppo 

Un  confine  la  virtù  !) 

Ahi,  chi  ti  guida,  incauto  ? 
Sev,      Mei  chiedi  ?  1'  amor  mio. 
Pao,     Entrambi  siam  colpevoli, 

Tu,  se  prosegui,  ed  io, 

Se  più  t'  ascolto.  Involati... 

Esci... 
Sev.  E  potrei  lasciarti  ? 

Pao,     Lo  devi. 
Sev.  Oh  !  cruda  ! 

Pao,  Un  ultimo 

Addio  ricevi,  e  parti. 
Sev,      Un  ultimo  ! 
Pao,  Si. 

Sev.  Ne  spargere 

T'  odo  un  sospir  !  No,  mai. 

Mai  non  mi  amasti  !... 
Pao.     {con  trasporto  inconsiderato)  E  leggere 

Mi  puoi  nell'  alma  ?  e  sai 

Qual  rio  contrasto  ?  (Ahi  misera  ! 

Ohe  parlo  !...) 
Sev,  Il  vero  intendo!... 

Tu  m'ami  ancora?  Oh!  dimmelo... 
Pao,     (Strazio  di  morte  orrendo  !) 
Sev,      Mira,  lo  chieggo  in  lagrime... 
Pao,     Ah  !  cessa... 
Sev,  Ed  al  tuo  pie. 

{P  Olinto  e  Cali  iste  ne  traversano  la  scena  in  fondo) 

Pao.     Quest'alma  è  troppo  debole 

In  cosi  rio  cimento  ! 

Fuggi,  non  sai  che  perdere 

Mi  puote  un  sol  momento  ! 
Ah  !  d' un  rimorso  orribile 
Non  far  eh'  io  sparga  il  pianto... 
Lasciami,  o  crudo,  gemere, 


17 


Ma  di  dolor  soltanto.... 
Pura,  innocente  lasciami 
Spirar  lontan  da  te. 
Stv,     No:  vivi,  esulta,  o  barbara, 
Del  tuo  consorte  a  fianco.... 
Disperdi,  oblia  d'un  misero 
Il  sovvenir  pur  anco.... 
Non  io  non  io  dimentico 
Sarò  di  te  giammai; 
Fin  che  gli  resta  un  palpito 
In  questo  cor  vivrai.... 
Sepolto,  ignoto  cenere 
Avvamperò  per  te. 


[parte  disperato^   Paolina  si  ritira  ) 
SCENA   III. 

POLIUTO. 


Veleno  è  l'aura  ch'io  respiro!....   —  L'indegna, 
Ella  invitava  il  traditore....  Non  mente 
No,  Callistene....  Io  stesso,  io  vidi  !  E  un  brando, 
Un  pugnai  non  avea!...  — 
Ma  trema,  o  coppia  rea.... 
Fu  macchiato  1' onor  mio!... 

Necessaria  è  la  vendetta.... 

Spargerà  di  sangue  un  rivo 

La  mia  destra  punitrice.... 

Sul  codardo  semivivo 

Perir  vo'  la  traditrice, 

E  strappargli  il  cor  dal  petto, 

Il  perverso,  infido  cor. 
Ah  !  1'  amai  d' immenso  affetto  ! 

Ora  è  immenso  il  mio  furor  ! 


18 


SCENA   IV. 

Un  CRISTIANO  e  detto. 


Cri.     Signor?...  {nella  massiìna  agitazione) 

Poi.  Che  vuoi? 

Cri.  Nearco.... 

Poh     Ebben? 

Cri.  Di  ceppi  carco 

Fu  trascinato.... 
Poi,  Ahi  !  dove  ? 

Mi  trema  il  cori... 
Cri.  Di  Giove 

Al  tempio. 
Poh  Eterno  Iddio.... 

Che  sento  ! 
Cri.  In  gran  periglio 

Stanno  i  fratelli,  {parte  rapidamente) 
Poi.  Ed  io! 

{resta  un  momento  assorto  ne'  suoi  pensieri, 
quindi  si  riscuote  ad  un  tratto) 
Cessa  fatai  consiglio 

Dell'  ira....  Il  ciel  mi  schiude 
La  via  che  tragge  a  sé  ! 
M' infiamma  una  virtude 

Che  pria  non  era  in  me  ! 
Sfolgorò  divino  raggio, 

Da'  miei  lumi  è  tolto  un  velo.... 
Voce  santa  come  il  cielo! 
Di  perdono  a  me  parlò  ! 
Obliato  è  già  V  oltraggio, 

Più  vendetta  il  cor  non  chiede, 
Dio  quest'  anima  mi  diede. 
Pura  a  Dio  la  renderò. 

{parte) 


19 


SCENA    V. 

Tempio  di  Giove;  nel  mezzo  gran  simulacro  del  Nume, 
innanzi  al  quale  un'ara  ardente, 

Callistene,  Severo,  Felice,  Paolina,  Sacerdoti 

e  Popolo  Armeno 
Sac.       (in  tuono  di  fanatico  zelo) 
Celeste  un'  aura 
Del  tempio  move. 
Al  sacrifizio 
Presiede  Giove, 
Che  il  giusto  premia, 
E  V  empio  atterra  ; 
Che  può  dai  cardini 
Scuoter  la  terra. 
Le  stelle  innumeri 
Strappar  al  ciel! 
Pop,  Ver  noi  propizio 

Abbassa  i  lumi^ 
Pettor  del  fulmine, 
Primier  de'  numi  : 
Tu  dell'Armenia 
Veglia  su  i  fati  ; 
Qual  padre  tenero 
Sui  figli  amati; 
Proteggi  un  popolo 
A  te  fedel. 
Cai,       (gettando  nuovi  incensi  suW  ara) 

La  tua  possanza  colga  gli  audaci 
D'  un  falso  Nume  stolti  seguaci. 
Sac,  Sia  maledetto  chi  reca  insulto 

Del  gran  Tonante  al  sacro  culto. 
Muoia  deserto,  e  fra  tormenti, 
Grli  sia  negata  la  tomba  ancor. 


20 

La  polve  iniqua  sperdano  i  venti.... 
Di  lui  non  resti  che  infamia  e  orror. 
Cai.      Magistrati,  guerrieri, 

Popolo,  è  surto  alfin  delle  celesti 
Vendette  il  giorno,  io  1'  affrettai,  chiamando 
L'  armi  di  Roma.  Tribunal  migliore 
A  difendere  il  tempio, 
Non  v'  ha  del  tempio  istessp. 
Pop.  E  ver. 

(acZ  un  cenno  di  Callistene  si  avanza  Nearco), 


SCENA  VI. 

Nearco  fra  le  guardie,  e  detti. 

CaJ.  Quest'empio 

Nemico  è  degli  Dei;  securo  avviso 

Ebbi  che  aggiunse,  nella  scorsa  notte, 

Uno  a  tanti  seguaci 

Del  suo  vietato  culto. 

Quel  reo  di  morte,  eh'  ei  discopra  imponi. 

(a  Severo) 
Sev.  L'accusa  udisti? 
Nea,  E  la  confermo. 

Sac,  Estrema 

Baldanza! 
Pao,  (Il  cor  mi  trema!...) 

JSev,  Il  neòfito  appella. 
Nea.  Io  ? 

Sev,  Si:  lo  ingiungo 

A  nome  di  colui  che  tempra  i  fati 

Dell'  impero  latino. 
Nea,  Ed  io  potrei 

Tradire  un  mio  fratello? 

Bruttar  di  tanto  eccesso 

Potrei  quest'alma?...    Inorridisco.    —   Il  sangue 

Chiedimi,  il  sangue  mio.... 

L'  anima  no,  che  1'  anima  è  di  Dio. 


21 

Sev.         Ti  può  quel  reo  silenzio 

Costar  tremende  pene  ! 
Sac,         Ornai  favella. 
Pao,  (Un  brivido 

Ricerca  le  mie  vene!...) 
(un  momento  di  pausa;  Nearco  ijersiste  nel  silenzio) 
Sev.         Entro  il  piìi  nero  carcere 
L' indegno  strascinate, 
E  fra  tormenti  orribili 
Discopra  il  ver. 
(le  guardie  circondando  Nearca,  che  muove 
intrepido  per  uscire) 


SCENA   VII. 

PoLiUTO,  e  detti. 

Poi.  Fermate. 

Pao.  (Oh  numi!...) 

Poi.  Quel  neòfito 

Da  voi  richiesto.... 
Gli  altri  (tranne  Pao.  e  Nearco)  Ebben? 

Poi.  Son  io. 

Cai.  e  Fel.  Tu  stesso! 

Sac.  Ah  perfido! 

Sev.  Egli!... 

Pao.  Ho  la  morte  in  sen  !... 

Sev.j  Gal.,  Fel.,  Sac.  e  Pol. 

La  sacrilega  parola 

Nel  deludro  ancor  rimbomba. 

Ed  il  g  orno  non  s' invola  ? 

E  la  folgore  non  piomba? 

Troncherà  supplizio  infame      (a  Poliuto) 

Di  una  vita  il  nero  stame  ! 


22 

Pena  eterna  fra  gli  estinti 

E  serbata,  iniquo,  a  te  ! 
Pao,  (Qual  preghiera  ornai  di  sciolgo  ? 

Tutti  irati  son  gli  Dei!... 

Nazareno,  a  te  mi  volgo  ; 

S'egli  è  ver  che  nume  sei  ; 

Tu  soccorri  al  mio  consorte, 

Tu  lo  scampa  dalla  morte.... 
E  gridar  m'  udrà  la  terra 

Che  altro  Dio  non  v'ha  per  me). 
Poi.  ("Deir  iniqua,  del  protervo. 

No,  la  vista  io  non  sostengo!... 

Dio,  proteggi  1'  umil  servo.... 

A  morir  per  te-  qui  vengo, 

Ma  gli  effetti  della  terra 

Sorgon  feri  a  nuova  guerra!... 

Questo  ardor  che  il  sen  m'infiamma 

Tutto  ardor  del  ciel  non  è  !) 
Nea.  Non  compiango  la  tua  sorte, 

Ma  l'invidio,  la  desio. 

Sulla  terra  oltraggi  e  morte. 

Gloria  e  vita  in  grembo  a  Dio  ! 

La  tua  lingua  ed  il  tuo  core 

Porgan  laudi  al  Creatore.... 

Già  de'  martiri  la  palma 

S'  apparecchia  in  ciel  per  te  ! 
Sev.  Alla  morte  lo  serbate. 

[le  guardie  si  avanzano  per  impadronirsi  di  Poliuto), 

Pao.  No,  crudeli.... 

Sac.  E  che  pretendi  ! 

CaL  B'  obbedisca. 

Pao.  V  arrestate.... 

Padre,  ah  !  padre  lo  difendi. 
Fel.  Egli  è  reo. 

J^ao.  {a  Cctllistene)  Deh!   tu.... 

[non  potendo  vincere  la  sua  ripugnanza) 

Non  trovo 


23 

La  parola....  forza  ignota 
Mi  respinge!  —  Il  duol  ch'io  provo.... 
La  mia  smania  il  cuor  ti  scuota.... 

[a  Severo  prostrandosi) 
Sev.  Che  !...  gemente  a'  piedi  miei  ! 

Fao.         Qui  morrò,  se  a  me  tu  nieghi 

La  sua  vita.... 
Sev,  Ed  io  potrei  ? 

Poi,  Tu,  per  me  costui  tu  preghi  ! 

Empia  !  {proromjDendo) 
Pao,  Sposo  !... 

Poi  II  fai. 

Pao,  Qual  detto  !... 

Poi,  Sciolgo,  esecro  il  rio  legame. 

Onde  un  giorno  a  te  mi  ha  stretto 

Questo  Dio  bugiardo,  infame.... 
(rovesciando  V  ara) 

Le  tue  colpe  un  Dio  verace. 

Scellerata,  punirà  ! 
Sae,         Alle  fiere  il  reo,  l'audace... 
Pao,         Innocente  io  son.... 

[nelV  estrema  disperazione^  e  volendo  gettarsi 
fra  le  braccia  di  Po  liuto) 

Poi.  Tu  ?  Va....  (respingendola) 

Morire  in  pace  mi  lascia  omai.... 

Solo  rimembra  quanto  t'  amai.... 

Nel  ciel,  che  m'  apre  un  Dio  clemente, 

Mi  fia  d'  ogn'  altra  gioia  maggior 
L'  esser  diviso  eternamente 

Da  te  macchiata  d' impuro  amor. 
Pao,  (tratta  di  senso) 

No^ ,  gl'infelici  non  hanno  un  Dio!... 

E  sola  mia  colpa  il  destin  mio!... 
Se  alcun  di  voi  pietà  conosce, 

Mi  vibri  un  ferro  in  mezzo  al  cor.... 
A  me  la  vita  fra  tante  angosce 

Di  cento  morti  saria  peggior. 


24 

Sev,         (Sparger  quel  sangue  m'  è  duopo  in  breve.... 

Ella  abborrirmi,  fuggir  mi  deve  ! 

E  ognor  funesto,  non  cangia  tempre. 

Il  mio  destino  persecutor  !... 
Me  sventurato  !  Son  io  per  sempre 

Morto  alla  speme,  morto  all'amor!) 
Sac,  Sia  maletto  chi  reca  insulto 

Del  gran  Tonante  al  sacro  culto  : 

Muoia  deserto  e  fra  tormenti  ; 

Grli  sia  negato  la  tomba  ancor, 
La  polve  iniqua  sperdano  i  venti.  .. 

Di  lui  non  resti  che  infamia  e  orror. 
Fel.  Fra  queste  braccia  ri  covra,  o  figlia, 

A  te  rimane  un  padre  ancor. 
Nea,         Tu  quella  mente  gran  Dio  consiglia, 

Tu  di  costanza  arma  quel  cor. 

{Foliuto  e  Nearco  'partono  fra  le  guardie:  intanto 
Felice  tregge  seco  a  viva  forza  la  figlia) 


FINE   dell'atto    SECONDO 


ATTO  TERZO 

IL  MARTIRIO 


SCENA     PRIMA 

Bosco  sac7^o;  muro  in  fondo  che  lo   divide  dalla  città; 
da  un  lato  parte  del  tempio  di  Giove, 

(Odorisi  da  lontano  con  fase  voci  popolari). 

Vieni,  vieni....  Al  circo  andiamo. 

Strino;e  il  tsmpo  !...  —  Su,  corriamo  ... 

Di  tai  mostri  so:ombri  il  mondo, 

Vendicato  il  ciel  sarà  ! 
Oh  !  spettacolo  giocondo  !... 

Sangue  a  rivi  scorrerà  !.. 

SCENA   IL 

Giungono  Sacerdoti  da  parti  diverse,  quai  persone 
chiamate  ad  un   convegno,  indi  Callistene. 

Sac,  Ecco  il  sommo  pontefice. 

CaL  S' avanza 

L'  ora  solenne  del  supplizio,  ed  una 

La  vittima  non  fia  ! 
Sac,  Come? 

CaL  L' esempio 

Di  Poliuto  altri  seguir,  cui  morte 

Pel  nuovo  Dio  non  atterrisce. 


26 

Sac.  Oh  stolti  ! 

Cai.  Il  suo  dolore  e  1'  onta 
Nel  domestico  tetto 
Felice  asconde....  ma  la  figlia  corse 
Del  loroconsole  a  pie  ! 
Sac.  Dubiti  forse 

Che  il  pianto  femminil  pietà  ritrovi 
Neir  alma  di  Severo?^ 
Cai.  E  debil  sempre- 

Alma  schiava  d'  amor.  —  Cauti  nel  volgo 
Disseminarci  fia  prudenza,  e  viva 
Tener  la  brama,  che  già  ferve  in  esso, 
DelP  imminente  strage,  onde  prorompa, 
Se  vien  deluso,  in  tutto  il  suo  tremendo 
Furor  ;  la  plebe  un'  arme 
Vana  è  per  sé  ;  ma  quando 
La  tragga  il  saggio,  è  formidabil  brando  ! 
Alimento  alla  fiamma  si  porga, 
Tal  che  incendio  vorace  ne  sorga  ; 
Il  poter  degli  altari  che  langue 
Ed  agli  occhi  del  mondo  insensato 
L'  util  nostro  util  sembri  del  ciel. 
Sac.      Ben  t'  avvisi  !  all'  intento  bramato 

La  vendetta  de'  numi  sia  vel.  {'partono) 


SCENA   III. 

Prigione  del  Circo. 

POLIUTO  immerso  nel  sonno. 

Donna!...  —  Malvagio!...  —  [sì  desta)  Vision  gradita!. 

Bella  e  di  sol  vestita, 

Qual  puro  incenso  degli  altari,  al  cielo 

Salia  la  sposa,  e  il  ciel  schiudeasi,  e  voce 

W  uscia  soave  alla  virtude  onore  ! 

Ed  innocente  ella  saria  ?  Chi  giunge  !. 


27 


SCENA  IV. 

Paolina  e  detto. 


Pao,     La  tua  sposa  infelice, 

Ma  non  rea  di  spergiuro...  Ah  !  son  contati 

Grl'  istanti  !...  Odimi.  —  E  vero. 

Prima  d'esser  consorte,  Amai  Severo, 

Lo  piansi  estinto...  dalla  tomba  uscito 

Egli  a  me  riede  :  usbergo 

Ebbi  virtù  nel  periglioso  incontro... 

Pugnai,  ma  vinsi. 

Poi,  E  fra'  paterni  lari 

Noi  trasse  un  cenno  tuo  ? 

Pao,  Che  parli  ?  Ah  !  donde 

Si  rio  sospetto  ? 

Poi.  Callistene... 

Pao,  Or  basti... 

Tal  nome  pronunciasti 
Che  ricorda  ogni  colpa  ! 
D'esecrabil  fiamma 
Arde  colui...  per  la  tua  sposa  ! 

Poi,  Oh  ciel  ! 

Creder  poss'  io  tanta  perfidia  ? 

Pao,  Il  giuro... 

E  qual  nume  tu  vuoi  del  giuramento 
Vindice  al  par,  che  testimone  imploro. 

Poi,  {é  nella  più  viva  commozione:  ricorì^e  al  suopen- 
sier^o  quanto  gli  apparve  in  sogno,  cade  in  ginoc- 
chio, ed  inondato  di  lagrime^  e  non  potendo  for- 
mai^ parola^  alza  le  mani  al  cielo  come  in  ren- 
dimento di  grazie^  quindi  sorge  ed  abbraccia 
Paolina). 

Questo  pianto  favelli  !...  —  Or  pago  io  moro  ! 

Pao,     Tu  non  morrai. 

Poi,  Che  dici  ! 


28 

Fao.     L3  provocate  ultrici 

Folgori  ancor  sospende 
Chi  può.  Riedi  all'antico,  al  vilipeso 
Culto  de' numi,  e  la  tua  vita  è  salva. 
Poi.      Ma  l'anima  è  perduta  ! 

Pao.  0  sposo  mio... 

Poi,      Taci... 
Pao,  No... 

Poi,  Vanne... 

Pao.  A'  piedi  tuoi  son  io... 

Ah  !  fuggi  da  morte  orribil  cotanto... 
All'alma  ti  giunga  l'acerbo  mio  pianto... 
Lo  sparge  la  piena  d'  immenso  dolore... 
E  pianto  d'un  core   —  squarciato  per   te... 
PoK      Lasciando  la  terra  il  giusto  non  muore  ; 
Nel  cielo  rinasce  a  vita  migliore.    ~ 
Ma  cessa  ...  ma  tergi  l'amaro  tuo  pianto... 
Quel  duolo  soltanto  —  è  morte  per  me.   - 
Pao.     T'arrendi... 
Poi.  Noi  deggio... 

Pao.  Pietà  d'un  affanno 

Che  m'apre  l'avello... 

(Poliuto  cerca  nascondere  la  sua  commozione) 

Non  torcere  il  viso... 
Mi  dona  i  tuoi  giorni,  e  tutti  saranno, 
In  grembo  all'amore,  di  gioia  un  sorriso. 

Poi.      E   lampo  fugace  la  gioia   mortale; 

Ma  sede  è  1'  Empirò  d'eterna   esultanza. 

Pao.     Pensasti  agli  orrori  del  punto    fatale  ? 

Poi.      Iddio  con  la  fede  ci  dà  la  costanza. 

(Paolina  e  vivamente  colpita  dallo  zelo  di  Poliicto) 

Pao.     Coraggio  inaudito  !  —  Un  fulgido  lume 
Sul  ciglio  mi  striscia  e  l'ombre  dirada!... 
Spirarti  que' sensi  non  puote  che  un  Nume! 
Lo  credo...  lo  adoro  — .  Al  circo  si  vada. 

Poi.      Che  parli  !  Oseresti  ?... 

Pao,  Sfidar  la  tua  sorte. 


29 

FoL    Un  orrido  gelo  mi  piomba  sul  core  !... 

A  sposo  che  t'ama  puoi  chieder  la  morte? 
Pao.  Il  giusto  rinasce  a  vita  migliore. 
Poi.      La  terra  i  suoi  beni  ancora  t'appresta. 
Fao,     E  sede  1'  Empirò  d'eterna  esultanza. 
Poh      Non  temi  lo  strazio  dell'ora  funesta? 
Pao.     Iddio  con  la  fede  ci  dà  la  costanza. 
Poi.  Eia  vero  !...  La  grazia,  nell'  alma  ti  scende  !... 

{la  pone  in  ginocchio^  ed   alzando    gli   occhi  al 
cielOj  stende  la  destra  sul  cajyo  di  lei   in  atto 

solenne) 

La  via  di  salute  fu  schiusa  per  te. 

{la  rialza^  e  cadono  uno  fra  le  braccia  deW altro) 

Insieme  si  muoia...  Un  premio  ne  attende 
Là  dove  possanza  di  tempo  non  è  ! 

a  2  [rajntl  in  estasi  divina) 

Il  suon  dell'arpe  angeliche 

Intorno  a  me  già  sento  ! 

La  luce  io  veggo  splendere 

Di  cento  soli  e  cento  !... 

Di  me  non  ho  che  l'anima... 

Già  son  del  Nume  a  pie  !... 
Eternamente  vivere 

M'  è  dato  in  ciel  con  te  ! 

SCENA  ULTIMA. 

Si  aprono  le  porte  :  vedesi  l'anfiteatro  rigurgi- 
tante d' immenso  popolo  —  Severo,  Callistene 
altri  Sacerdoti,  ed  alcune  guardie  entrano  nella 
prigione. 

Poj).     Alle  fiere  chi  oltraggia  gli  Dei  !... 
Sia  punito  l'orrendo  misfatto... 

^e^;.     Era  la  vita  e  la  morte  ancor  sei.       {ci  Poliuto) 
Scegli. 

Poh     Morte. 

Sev.  Alle  belve  sia  dato.         {alle  guardie) 


30 

Pao.     Io  lo  seguo;  raeritata  ho  le  pena... 
Del  suo  Nume  la  fede  abbracciai. 
Sev.^   Cal.^  Sac. 

Tu  !         {con  iimnensa  sojyresa) 
Pao,  Lo  giuro. 

Sac,  All'arena  all'arena.  . 

Cai,      Ella  mora,  {inai  frenando  la  sua  gioia  interna) 
Sev,  No,  crudi,  giammai. 

Cai,      A  difender  gli  altari  venisti 

0  le  colpe  ? 
Sev,  Un  istante  concedi  !... 

Ah  !  ti  cangia...  se  ancora  persisti    [a  Pao,) 

Guai  ! 
Pao,  Non  cangio. 

Cai,  Proconsole  ! 

Sev,  Oh  !  cedi... 

No  d'amor  non  favello  gli  accenti, 

Non  domando  che  vivi  per  me... 
Tu  sei  figlia...  Del  padre  sovvienti... 

Ah  !  se  muori,  egli  muore  con  te  ! 
Pao,  A  pregar  vado  in  cielo  per  lui. 

Cai,  Più  s' indugia  ? 

Sev.  Tu  dunque  f 

Pao,  [accennando  Callistene) 

Abborrisco  ed  esecro,  detesto 

I  suoi  Numi. 
Cai,  Empia  donna  ! 

Sac,  Che  orror  !  • 

Poi,  0  mia  sposa  ! 

Sev,  Qual  giorno  funesto  ! 

Sac.         Ne  gettata  alle  belve  fu  ancor  ? 

(le  guardie  circondano  Paolina  e  Poliuto) 

Sev,     [nelV estrema  disperazione) 
Giove  crudel,  famelico 
Di  sangue  e  di  vendetta, 
Ancor  vi  son  colpevoli... 
Punirli  a  te  s'aspetta... 


31 

La  donna  rea,  sacrilega, 
Adoro  più  di    te... 
Se  giusto  sei,  la  folgore 
Vibra  dal  ciel  su  me. 
Pao.,  Poi,    Il  suon  dell'arpe  angeliche 
Intorno  a  me  già  sento  !... 
La  luce  io  veggo  splendere 
Di  cento  soli  e  cento  !... 
Di  me  non  ho  che  Fanima  !... 
Già  son  del  Nume  a  pie  !... 
Eternamente  vivere 

M'  è  dato  in  ciel  con  te  ! 
Cai,  Tu  vero  nume  ed  unico, 

Vendetta  sei  per  me  !) 
p,    [con  grida  ferocissime) 

A  morte,  a  morte,  o  perfidi... 
Il  vostro  Dio  dov'è  ? 
[Cristiani  che  odonsi  dalle  prigioni  contigue) 
Signore,  a  te  sia  gloria  ! 
Lieti  moriam  per  te  ! 
Cai.      (p7^otendendo  la   mano    in   atto    di   maledizione 
verso  Poliuto  e  Paolina^  mentile  son  condotti  al 
supplizio) 

Su  voi,  perversi,  cada 
L'infamia! 
Sev.  Ed  io  vivrò  ? 

Pao.  PoL  A  trionfar  si  vada  ! 
Cai  (Oh  gioia!...) 

Sev,  Morte  ! 

[snuda  il  brando  per  trucidarsi) 
Guardie  Ah  !...  no... 

[disarmandolo.  Intanto  si  abbassa  la  tela) 

FINE